Innanzitutto… che cos’è la pasta vitrea?

E’ una miscela a base di silice a cui si fondono sodio, calcio e pigmenti colorati, fusa mediante cottura in un altoforno a 1300 gradi. Il suo composto richiede tempi lunghissimi di lavorazione; viene rimescolato fino a 18 ore e fatto raffreddare in particolari fornetti, detti anche “tempre”, per un intero giorno, per garantirne un graduale ritorno a temperatura ambiente, senza che un brusco choc termico ne provochi lo scoppio.

Il ruolo della pasta vitrea nei secoli

Questo materiale trova nella gioielleria con cammeo il suo ruolo da centinaia d’anni e una tra le lavorazioni che l’hanno maggiormente esaltata è stata senza dubbio l’intaglio, una tecnica che ne scava, tramite un’opera d’incisione la superficie, realizzando immagini in trasparenza.

E voi mi domanderete quale è il gioiello dove la pasta vitrea regala tutta la sua bellezza? Beh è presto detto, pensate che il vetro è trasparente e per dare il meglio di se stesso vuole la luce del sole. Ecco perché nel nostro sito troverete tantissimi orecchini con cammeo in pasta vitrea. L'orecchino è infatti il gioiello che meglio si adatta a questo tipo di cammeo.

Non mancheranno ciondoli e anelli ma la pasta vitrea da sicuramente il meglio di se su un orecchino pendente che permetta alla luce di passare e aumentare l'effetto tridimensionale della incisione. 

L’arte dell’intarsio su vetro viene da lontano, dall’antica Grecia e Roma. Nasce in principio come metodo di creazione di sigilli da pressare su cera, ma in breve trova applicazione anche nella realizzazione di monili. In origine ad essere intarsiate erano pietre semi-preziose, ma il vetro, che arrivava dagli scambi con l’oriente, divenne un’alternativa validissima. In seguito il vetro si inizierà a lavorare nell'isola di Murano, quindi, come diremmo oggi, a chilometro zero.

Ma torniamo alla nostra storia principale ...

E cosa c’entra questo con Venezia? In realtà tutto parte da Aquileia, la città romana dei famosi mosaici dichiarati patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1998.

Aquileia è assieme ad Altino una delle città da dove, quelli che sarebbero divenuti i futuri veneziani, vivevano prima di fuggire a causa delle invasioni barbariche di Attila.

                                    

Lo splendore di questo tipo di cammeo

Il periodo del vero splendore per l’incisione su pasta inizia col Rinascimento, dapprima in Francia, poi in Italia, dove il ritrovamento di antichi siti romani e il dissotterramento di reperti fa riscoprire il gusto per il motivo classico di stampo ellenistico, fatto di busti e volti eterei, in pose plastiche, che evocano una bellezza da contemplare.

Molte delle paste vitree rappresentano infatti scene mitologiche e talune sono addirittura calchi di monete o fregi romani.

L’intaglio vitreo a Venezia

L’apice più alto nella storia arriva sicuramente, come accennato poc'anzi, con la produzione vetraia muranese. L’abilità della realizzazione, tramite incisione a punta di diamante, sublima la nascente moda francese e porta le parure delle corti reali d’oltralpe anche in laguna. Pendenti d’incredibile fattura, assimilabili a dei cammei, adornano gli scollatissimi corpetti delle dame veneziane, orecchini vivaci spuntano sotto alle elaborate parruche, tripudio di boccoli e cotonature, e spille teatrali impreziosiscono gli abiti di broccato il cui fruscio di gonne riempie le calli tra il ‘600 e il ‘700.

L’era Vittoriana e l’intaglio

Poco dopo anche in Inghilterra approda l’intaglio su pasta vitrea, e vi incontra un lungo periodo di fulgore con l’era vittoriana. La regina, profonda amante dell’arte orafa, disegna addirittura da sé alcuni pezzi, dettando la moda inglese del gioiello fino a fine ‘800.

Dal XV secolo ai primi del ‘900, quindi, le miniature d’immagini “scolpite” sono state considerate come opere d’arte da serbare, dal connotato sentimentale, perché ricevute in dote da un padre, o perché dono dell’amato, ed hanno circondato di un’aurea romantica l’intera storia del costume.

                                            

La gioielleria con paste vitree

L’equazione che vedeva da sempre la gemma vera, simbolo da esibire di una ricchezza destinata a pochi, come unico soggetto designato per l’incisione, ora è ribaltata. Con la rivoluzione industriale si ridefinisce il concetto generale di produzione, anche nell’arte orafa. Le creazioni devono essere più accessibili. I gioielli non possono più essere ad esclusivo appannaggio dell’alta nobiltà. La pasta vitrea diventa definitivamente un materiale ideale alla causa. Si presta ad intarsi di grande impatto ma ad un costo alla portata anche di una borghesia che sta per diventare la nuova protagonista.

Il ruolo del vetro nei millenni. Da sacro a profano

Il vetro ancora una volta è la materia che attraversa il tempo. Impiegato da sempre nell’iconografia cristiana, per impressionare ed erudire- prima coi mosaici (come quelli di Aquileia appunto) e poi con le vetrate policrome- un credente che attraverso le immagini apprendeva le vicende dei vangeli… Ora diventa vezzo, simbolo civettuolo di vanità, ed entra a pieno titolo nel mondo della gioielleria.

La lezione che ci insegna la storia

In Italia tutto ha un suo perché e, se sia ha pazienza, seguendo i fili della storia indietro nel tempo si scopre che il bello di oggi è solo frutto del cuore, dell’arte e del genio dei nostri antenati.

Come al solito vi lascio con il più grande abbraccio del mondo e vi invito a scaricare gratuitamente il mio libro sui cammei.

Marco Jovon

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